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ROMA - 04-04-2020 -- Rinegoziare i mutui,

allungarne la durata e sbloccare risorse da spendere in parte corrente. Ha effetti per 1,4 miliardi di euro il maxi-piano varato ieri da Cassa depositi e prestiti. L’istituto nazionale di promozione controllato dal ministero dell’Economia è intervenuto, oltre che per fornire liquidità alle medie e grandi imprese italiane (quelle con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro) in difficoltà con 2 miliardi di euro di garanzie, è anche intervenuto sugli enti pubblici. La crisi conseguente al coronavirus e alla chiusura forzata delle attività non lascerà immune il settore pubblico. E non solo per le diminuite entrate fiscali e il sistema dei trasferimenti, ma anche per quanto gli enti locali non incasseranno direttamente. Imposta di soggiorno, parcometri, rette degli asili nido e altri servizi a domanda individuale, oneri di urbanizzazione… sono solo alcune delle tasse il cui gettito è già certo sarà diminuito. Senza contare la difficoltà a incassare Imu, Tasi e Tari da contribuenti a loro volta in crisi. La soluzione per avere un po’ di fiato, già sperimentata in passato ma mai con simili dimensioni, è la rinegoziazione dei mutui. Chi ha contratto un prestito con Cdp (in Italia 7.200 enti, sottoscrittori di 135.000 contratti per 34 miliardi di euro) potrà allungarne la scadenza. L’effetto concreto è diluire la rata annuale di rimborso, un’operazione che, appunto, farà spendere di meno nel 2020 a chi aderirà 1,4 miliardi.