1

mucca

NOVARESE- 20-08-2022-- Mucche avvelenate dal sorgo: il cereale resistente alla carenza di acqua. Asl Novara raccomanda attenzione agli allevatori.
La situazione di siccità di questi mesi e la scarsità di foraggi ha indotto la necessità di seminare erbai in grado di sopportare lo stress idrico, come il sorgo. Resistente alla carenza di acqua e con buone capacità di adattamento climatico, il cereale è stato seminato in buona parte dopo il raccolto del frumento sia come cereale da sfalcio che da insilato. Peccato che contenga durrina, un glucoside cianogenetico potenzialmente tossico, naturalmente presente nelle piante durante la fase di crescita ma destinato a scomparire nella maturità della piante. Se il sorgo viene ingerito prima della sua maturazione potrebbe però risultare letale.

È quello che è capito ad alcune mucche, avvelenate dopo averne mangiato. Svariati i casi registrati in regione, che hanno spinto l’Asl Novara a lanciare un allarme per gli allevatori.

Asl ricorda che il sorgo dovrebbe essere pascolato o sfalciato non prima che abbia raggiunto un’altezza di 70 cm. Tale vincolo deve essere considerato con maggiore attenzione nelle attuali condizioni di stress idrico e termico che favoriscono la concentrazione di durrina sopra i livelli di sicurezza, anche nelle varietà ed ibridi recenti dovrebbero contenerne un minor quantitativo. Se viene ingerito in grandi quantità l’organismo non riesce ad inattivarlo e, specie per i ruminanti, si crea una condizione di avvelenamento da cianuro che porta a morte gli animali in poche ore. Nelle attuali condizioni meteoclimatiche e in assenza di irrigazione artificiale, anche il sorgo, come altri cereali e foraggere, non ha avuto la crescita attesa, rimanendo in una fase precoce dello sviluppo e con una potenziale concentrazione di durrina molto alta.

“Al fine di prevenire l’avvelenamento di animali, si raccomanda che il sorgo, specialmente la varietà da granella ma anche da foraggio, non venga sfalciato, pascolato, trinciato per l’alimentazione animale a causa dell’altissimo rischio di avvelenamento del bestiame da acido cianidrico”. afferma Angela Allegra, Direttore Servizio Igiene e Assistenza Veterinaria Area B Igiene degli alimenti di origine animale e loro derivati

“Nell’ Asl Novara attualmente non si sono verificati casi di avvelenamento, ma si ritiene utile che gli allevatori o proprietari di bestiame mettano in atto le misure finalizzate ad evitare la morte di tali animal”, dichiara Franco Tinelli Direttore Dipartimento di Prevenzione.