GHIFFA – 03.02.2016 – Da lunedì l’architetto

Attilio Mileto è a casa. Il responsabile dell’Ufficio Urbanistica e Edilizia privata del comune di Ghiffa è stato sospeso dal segretario comunale Antonio Curcio. Non può recarsi al lavoro, non può svolgere le sue mansioni e percepirà – fintanto che sarà valida la sospensione – la metà dello stipendio base, senza salario accessorio. Il provvedimento è la diretta conseguenza dei fatti connessi al processo penale apertosi ieri in tribunale nel quale il professionista, dipendente pubblico, è accusato di all’abuso d’ufficio, l’omissione di denuncia, il falso ideologico e

l’induzione indebita a dare o promettere utilità. Con lui, a processo, c’è anche la moglie Elena, alla quale viene contestato il falso ideologico.

La vicenda nasce attorno alla proprietà di quest’ultima – di cui il marito ha l’usufrutto – una villa situata a Deccio, frazione alta di Ghiffa. Alla villa dei Mileto si arriva con difficoltà in auto, a meno che non si apra un nuovo accesso carrabile da un’altra direzione. Quell’accesso che secondo le sorelle Valeria e Elisabetta Conca, padrone della proprietà confinante, l’architetto del Comune ha insistito affinché avvenisse attraverso il loro parco. Di fronte a numerose richieste e solleciti e a altrettanti dinieghi, Mileto sarebbe arrivato a ricattare le due donne promettendo il silenzio su un presunto abuso edilizio nella loro proprietà in cambio del benestare al passo carraio. Così le sorelle Conca l’hanno denunciato nel 2013, avviando l’indagine che, condotta dal sostituto procuratore Gianluca Periani, in primavera ha visto la richiesta di rinvio a giudizio e in ottobre la decisione del gup di mandare i due a processo. I Mileto sono difesi dall’avvocato Alberto Zanetta, che ha rinunciato ai riti alternativi e che punta, nel dibattimento, a confutare le tesi dell’accusa. Le sorelle Conca sono costituite parte civile, così come il Comune di Ghiffa, che sulla sospensione dall’incarico s’era già espresso in ottobre.