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TORINO - 28-01-2020 - La commissione sanità del Consiglio regionale ha approvato ieri la legge a garanzia della Città della Salute e della Scienza di Novara. Un emendamento della giunta ha fatto passare da 20 a 23 milioni l’importo annuale per pagare il mutuo: in  questo modo, si punta a ridurre il numero delle rate da 26 a 18, pagando meno interessi e quindi riducendo la somma complessiva che la Regione dovrà sborsare per il completamento dell’opera. Questa la novità principale, sancita dall’approvazione dell’emendamento, nel corso della seduta di quarta Commissione, presieduta da Alessandro Stecco. L’intero testo del Ddl 62, "Norme relative al finanziamento della Città della Salute di Novara", è stato quindi licenziato per l’Aula con il sì di Lega, Fi, Fdi, il no del M5s e il non voto dei gruppi Pd, Leu e Monviso.
L’esame del Ddl, presentato per la Giunta dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi, era iniziato nella seduta del 9 dicembre e nasce da una richiesta del Nucleo di valutazione del Ministero per far sì che la Regione garantisca l’importo delle rate che l’Azienda ospedaliera universitaria novarese dovrà pagare ogni anno


Così i consiglieri regionali della Lega Salvini Piemonte, Riccardo Lanzo, Letizia Nicotra e Federico Perugini, in una nota diffusa:  "In Commissione abbiamo espresso parere favorevole ad un emendamento proposto dalla Giunta, che aumenta la disponibilità di risorse da 20 a 23 milioni di euro per pagare i canoni, così da ridurre il numero di questi ultimi da 26 a 18 rate, ed abbassare la quota di interessi, al fine di poter apprezzare un eventuale risparmio di oneri finanziari". "Abbiamo preso atto con favore dalle parole dell'Assessore Icardi – proseguono i tre consiglieri  - che in chiusura di discussione ha aggiunto come la valutazione di Cassa Depositi e Prestiti sulle ipotesi di finanziamento del Piano Economico Finanziario, ai fini della verifica e conferma della congruità e ragionevolezza delle stesse in relazione alle correnti condizioni di mercato per operazioni comparabili, sarà disponibile prima del dibattito in aula, senza peraltro rappresentare un vincolo al licenziamento della legge".


“E’ una buona notizia e mi auguro che il testo di legge approdi in aula per la discussione da parte del consiglio già la prossima settimana - ha commentato il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi che sarà relatore del testo per il centrosinistra - Come ho più volte ricordato, occorre procedere speditamente con l’iter. Proprio i tempi di approvazione della “leggina”, come è stata spesso definita dall’assessore, suggeriscono di tenere il punto: sulla base della legge, infatti, la Regione dovrà chiedere il decreto di finanziamento al Ministero che dovrà erogarlo. A quel punto l’azienda potrà procedere con il bando. L’assessore, pur bocciando un emendamento Pd che andava in tale direzione, si è impegnato a presentare ai consiglieri la relazione sulla congruità del piano economico finanziario da parte di Cassa Deposito Prestiti con cui lo stesso assessore aveva stipulato un apposito protocollo lo scorso dicembre”.