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TORINO – 03-07-2020 – “I malati no Covid-19

devono poter accedere alle visite e alle cure in tempi rapidi”. E’ questo, in sintesi, l’appello che lanciano i pensionati di ANAP-Confartigianato Piemonte, attraverso il Presidente Regionale, Giuseppe Falcocchio. “Sappiamo come anche qui in Piemonte si stia lavorando tanto per garantire al meglio l’assistenza – continua il Presidente – ma il rischio di un allungamento delle liste di attesa è ormai concreto”.   L’ANAP Piemonte, l’Associazione dei Pensionati di Confartigianato Imprese Piemonte, sottolinea in una nota “come con il ritorno a una quasi normalità, la aanità rischi il collasso, dopo tre mesi in cui ospedali e ambulatori hanno sospeso tutte le attività, ad eccezione delle cure urgenti e non procrastinabili. Infatti, con la ripresa delle visite specialistiche e screening, gli ospedali sono a rischio di una nuova ondata di pazienti, con malati che necessitano di riprendere controlli e test. In più, ASL e nosocomi stanno riorganizzando le riaperture, tra mille difficoltà e con nuovi percorsi di sicurezza”.   “Il problema – sottolinea Falcocchio – è molto serio, occorre prendere provvedimenti straordinari per ‘smaltire’ l’arretrato. Tra i pazienti che maggiormente hanno bisogno di riprendere il percorso usuale di follow-up e controlli ci sono i malati oncologici e gli anziani. In questi mesi di emergenza, spesso sono state interrotte chemioterapie e visite dirette”.   Il discorso non riguarda solo l’Italia. Secondo un’indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità condotta in 155 paesi, i servizi di prevenzione e cura delle malattie non trasmissibili hanno subito una grave interruzione da quando è iniziata la pandemia di Covid-19. I servizi sanitari sono stati parzialmente o completamente interrotti in molti paesi e più della metà (53%) ha interrotto parzialmente o completamente quelli per il trattamento dell’ipertensione; il 49% quelli per il trattamento del diabete e delle sue complicanze; il 42% quelli per il trattamento del cancro e il 31% quelli per le emergenze cardiovascolari. I servizi di riabilitazione sono stati interrotti in quasi due terzi (63%) dei paesi.   “Occorrono, quindi, direttive omogenee e concrete da parte del Ministero della Salute e interventi mirati da parte del Governo – riprende Falcocchio – misure più strutturali e l’impiego di un maggior numero di medici e operatori sanitari, anche se questi vengono da un periodo particolarmente impegnativo”.    “Non possiamo permetterci – conclude Falcocchio – che alle già tanto numerose vittime del Covid-19 si aggiungano quei pazienti, spesso anziani, che necessitano di visite e cure a cui non viene data una risposta immediata ed efficace”.