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cota roberto
Infiamma la polemica sul ddl Zan. Si tratta di una proposta di legge che ha l’obiettivo dichiarato di contrastare le discriminazioni e le violenze motivate da orientamento sessuale, genere, identità di genere e disabilità. Il testo prevede la modifica di due articoli del codice penale e della legge Mancino. Pene severe per la propaganda e la istigazione a delinquere motivata dall'orientamento sessuale e dalla identità di genere ed inserimento anche dell'identità di genere tra le forme di discriminazione previste dalla legge Mancino. In realtà, l'istigazione a delinquere è già punita dal nostro ordinamento, così come esistono forme di tutela contro tutte le discriminazioni. Eppure si sente l’esigenza di intervenire con norme specifiche per tutelare la identità di genere, cioè il senso di appartenenza di una persona ad un genere con il quale si identifica. Questa esigenza sussiste perché nella nostra società esiste davvero questa discriminazione oppure siamo di fronte all'uso della tecnica legislativa come forma di propaganda? A furia di introdurre articoli ed aggravanti al codice penale, alla fine ad essere meno tutelata sarà la persona in quanto tale, indipendentemente da ogni altra definizione…
Buona domenica e buona settimana.
Roberto Cota
 
 

 

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